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Visita Pastorale: testimonianze


Visita Pastorale : Testimonianze


La nostra parrocchia, dal 5 al 10 aprile 2016, ha ricevuto la visita del nostro Arcivescovo Giuseppe Betori, inserita nella visita pastorale che il Cardinale ha condotto tra le parrocchie del Vicariato di Porta Romana. È stata un'esperienza di comunione, comunione della Chiesa con il Signore, esperienza della presenza di Gesù in mezzo a noi.
Già solo l'idea della visita ci dava emozione. Perché? Perché i membri della Chiesa sono le nostre porte, ci avvicinano all'unica porta dell'Amore, porta che é vicino a noi, che ci accoglie, che si apre per noi, basta che noi vogliamo entrarci (" del luogo dove io vado, voi conoscete la via").
Il Cardinale, nel momento di incontro con il parroco e i membri del Consiglio Pastorale, ha offerto due spunti di riflessione : uno per ciascuno di noi a livello personale, e uno per ciascuno di noi nel rapporto con il prossimo.

Nel primo punto il Cardinale ci ha parlato del veloce cambiamento dei tempi, soffermandosi a quando lui era bambino. Un cambiamento nel modo di confrontarsi, di condividere anche nella stessa famiglia sensazioni e impressioni che, prima, erano circoscritte tra i membri della famiglia e delle persone vicine, cioè in un ambiente rassicurante e con precisi punti di riferimento. A differenza di oggi in cui la condivisione della vita di tutti giorni e dell'interiorità, può avvenire, anche in una stessa persona, in modo frammentato, con tanti gruppi di persone, (a tal scopo il Cardinale ci ha invitato a non essere frammentati in noi stessi), può avvenire con persone lontane o anche appena conosciute sui "social".
Queste considerazioni mi hanno fatto pensare che dobbiamo stare all'altezza dei tempi, vivere il momento e il luogo in cui Dio ci fa vivere, ringraziare di questo, senza pensare che forse erano meglio alternative, far fruttare ciò che la vita ci presenta senza scappare dalle situazioni ma affrontarle coscienti della presenza di Dio accanto a noi.
(Viene alla mente il brano del Vangelo della Trasfigurazione: "Gesù prende con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li porta su un alto monte, in un luogo appartato, loro soli, e lì, si trasfigura. Pietro gli dice: Maestro é bello per noi stare qui, facciamo tre tende ...". Ma poco dopo li vediamo mentre discendono dal monte. Anche noi tante volte vorremmo stare tranquilli in certe situazioni e adagiarsi, però dobbiamo "scendere dal monte", immergersi nella vita di tutti i giorni piena delle sue contrarietà, della sua vivacità e contraddizioni e lì "seguire la via" con impegno.

Come secondo punto di riflessione, il Cardinale ha preso spunto dalle parole di Papa Francesco di "aprirsi e andare nelle periferie" dove apparentemente vediamo il buio, ma dove Dio ci ha già preceduto.
Viene da considerare che non importa andare tanto lontano, dobbiamo andare e avvicinarsi a chi pensa diversamente da noi, cioè "é lontano" non tanto fisicamente ma soprattutto mentalmente, può essere anche il vicino di casa o le persone con cui viviamo tutti i giorni, ma con cui fa fatica rapportarsi e condividere. Un'apertura del cuore e degli orizzonti in modo che sia, non più uno sforzo o un'intenzione ma diventi una naturale propensione alla fecondità della carità. L'apertura della porta del nostro cuore va fatta prima, e dopo entriamo nella Porta già aperta per noi.
Grazie al Cardinale, per questi profondi spunti di riflessione e grazie alla bontà misericordiosa di Dio che mette sul nostro cammino figure e esempi che ci illuminano.
Margherita

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Come catechista, ho avuto il privilegio di sperimentare la visita pastorale del nostro Vescovo con gli occhi dei ragazzi ed ho potuto anch’io ricevere il dono di un’attenzione del tutto particolare riservata proprio ai bambini della parrocchia.

La tanto attesa visita del Cardinale è stata vissuta con molta emozione perché per un fanciullo, ma devo dire anche per un adulto, l’incontro col Pastore della diocesi fiorentina non fa parte della quotidianità né tanto meno è un momento da condividere con superficialità.
Ci siamo chiesti, con i bambini, cosa si potesse chiedere ad un Vescovo per far si che le domande fossero consone alle sue aspettative e potessero inoltre rendere orgoglioso il nostro parroco.
Ci siamo inoltre soffermati sulla formalità che il Cardinale assume nei momenti ufficiali della nostra diocesi moltiplicando a dismisura i nostri punti interrogativi sull’argomento.
In aggiunta i ragazzi, soprattutto nei primi anni del catechismo, vivono una realtà molto legata alla parrocchia, quasi come se tutta la Chiesa Cattolica fosse stipata solo all’interno delle mura di San Vito a Bellosguardo. Se escludiamo quindi la figura del Papa, tutto ciò che coesiste nel mezzo risulta molto lontano dalla vita quotidiana di fanciulli. E’ prerogativa del lavoro del catechista, del genitore e del parroco tendere questo ponte tra la nostra parrocchia e la universalità della nostra Chiesa, ma niente può mai sostituire il dono dell’incontro diretto ed umano con il nostro Vescovo.

Abbiamo perciò concordato con i fanciulli di ospitare Betori con l’accoglienza calorosa e spontanea dei bambini, che risulta sempre la via più sincera e diretta per raggiungere il cuore delle persone.
Con tutti i ragazzi ed i bambini del catechismo abbiamo quindi atteso il Cardinale nelle nostre stanze dove settimanalmente ci ritroviamo per la preparazione dei Sacramenti.
Con nostro grande stupore, il nostro Vescovo si è presentato con qualche minuto di anticipo, quasi come se non potesse aspettare per incontrarli. Questo piccolo gesto li ha subito riempiti di gioia ed il nostro parroco, come è abitudine con gli oggetti più preziosi, ha presentato ognuno singolarmente rendendo tutti i bambini ancora più speciali ai suoi occhi.
Ogni fanciullo aveva preparato con molta cura un disegno descrivente un argomento attinente la preparazione alla Prima Comunione o alla Cresima che è stato donato personalmente al Cardinale. Betori ha voluto approfondire ogni regalo con domande ed arricchendolo con qualche brevissimo accenno di catechesi sugli argomenti rappresentati, senza mai appesantire l’incontro, rendendo ogni disegno molto importante. L’orgoglio di sapere che il Vescovo conserverà questi disegni ha lasciato ad ogni ragazzo un segno tangibile del suo manifestato affetto.
E’ poi arrivato il momento delle domande che tutti, nessuno escluso, hanno voluto rivolgergli. Le domande sono nate spontaneamente dai ragazzi col desiderio di volersi conoscere meglio. Abbiamo ascoltato alcuni ricordi della sua infanzia, gli incarichi che quotidianamente deve svolgere, le sue passioni e i dialoghi con il nostro Papa Francesco.
Ha lasciato ad ognuno di loro un pezzo della sua vita di uomo e di Cristiano, raccontandola con sincerità, senza formalismi, e non sottraendosi dalla curiosità dei fanciulli. L’ora con il Cardinale è volata via velocemente con quella leggerezza che spazza via l’imbarazzo iniziale. Betori ha poi celebrato la messa parrocchiale soffermandosi sul brano del Vangelo ed ha cercato con semplicità di sensibilizzare, proseguendo nel filo conduttore dell’ora appena passata.

Ripensando a questo incontro intenso, riaffiorano dai miei ricordi i pomeriggi che spesso passavo insieme a mio padre, mio zio e mio nonno. Da bambino li ascoltavo con voracità per ore senza mai stancarmi di fare domande ed imparavo da loro il mestiere di vivere, le nostre tradizioni ed i valori da rispettare. Essi rappresentano tuttora il mio modello di uomo ed allora cercavo di assorbire l’essenza della nostra famiglia, osservandoli con ammirazione e sentendomi amato e protetto in mezzo a loro. Nei bambini del catechismo ho visto gli stessi miei sguardi, con un velo di emozione e la soddisfazione che questa visita sia stata veramente efficace nel rinnovare la loro fede.

I bambini hanno avuto il privilegio di incontrare in modo intimo il Vescovo, sapendo che una parte di loro è conservata indelebilmente nel suo cuore. Li ha conosciuti tutti personalmente perché si è soffermato in mezzo a loro senza fretta e con molta delicatezza condividendo il suo percorso di vita Cristiana. Attraverso la sua vita consacrata, la sua umanità e la sua vicinanza proprio al Cristo ci ha fatto avvicinare ancora di più a Gesù.
E’ stato un momento denso di emozioni che resterà indelebile nei loro e miei ricordi, scevro da ogni formalismo e ricco di semplicità e di autenticità.
I fanciulli si sono sentiti tutti veramente accolti ed è cresciuta la consapevolezza che essi sono parte privilegiata di una comunità che va oltre la parrocchia e che è continuamente alimentata dall’amore del Signore. Tiziano



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