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Ricordo di Padre Angelo Ferruccio Coan
Angelo Ferruccio Coan nacque a Colle Umberto (Treviso) il 18 aprile 1918.


Entrato nell'Ordine Carmelitano dell'Antica Osservanza, compì gli studi a Firenze, il Liceo presso il Seminario di Ravenna e la teologia nuovamente a Firenze, presso il Seminario del Cestello. Ricevette la tonsura nel Battistero di Firenze il 18 dicembre 1937. Contemporaneamente studiò Composizione Principale al Conservatorio di Musica L. Cherubini di Firenze, diplomandosi sotto la guida del M° Vito Frazzi. Successivamente si perfezionò all'Accademia Chigiana di Siena.
L' 8 marzo del 1941 ricevette il sacramento dell'Ordine. Del maggio 1942 è la raccolta Canti del Carmelo: musica di P. Angelo Coan, su testi di P. Mariano Luti.




Negli anni 1943-44 a Firenze, presso la Basilica del Carmine si prodigò per raccogliere gli sfollati e, rischiando di persona, soccorse molte persone in difficoltà  per motivi razziali o politici.
Del 1947 è Il giorno : Quattro inni su testo latino per canto e pianoforte (Il mattino. Il Mezzogiorno. La sera. La notte) edito a Firenze dalla Tip. Mignani ed eseguito per la prima volta al Conservatorio Cherubini di Firenze. Alla fine del 1947, dopo aver rivitalizzato il periodico carmelitano Rose del Carmelo servendosi di pubblicisti di grido come Jacovitti e Bianca De Lupi, si trasferì a Vittorio Veneto e poi a Roma, dove fu direttore di coro del Collegio internazionale dei Carmelitani S. Alberto. Sempre a Roma divenne prima bibliotecario e poi segretario (1963) del Pontificio Istituto di Musica Sacra in via della Torre Rossa.
Nel 1951, insieme a Giovanni Gava, pubblicò il volume Carmelo. Profilo, Storia, Uomini e Cose per i tipi della Libreria Vaticana, a cui seguirà  nel 1955 il volume La devozione alla Madonna del Carmine: istruzioni, storia, preghiere, canti (Tip. Pol. Vaticana).
A Roma Coan diede il suo contributo per definire il ruolo della Musica Sacra in rapporto a quella riforma liturgica che veniva a porre i suoi primi passi; nel 1953 pubblicò Studi per musica da liturgia: I. Missa catechumenum, 2. Missa fidelium (coro a 3 voci maschili), Roma; sempre nel 1953, con Albert Daly, curò l'edizione del The Missal according to the Carmelite rite in Latin and English for every day in the year, Tipis poliglottis Vaticanis; del 1954 è l'opera Lux mundi : poemetto per il Natale del Signore per sei voci miste e piccola orchestra (oggi alla Biblioteca del Conservatorio G. Verdi di Milano); istruì poi gli allievi carmelitani al canto presso Villa Nazareth (Roma), chiamato dal card. Domenico Tardini; fu poi di aiuto al cardinale Antonio Samorè, importante diplomatico della S. Sede che divenne poi Prefetto della Congregazione per la disciplina dei Sacramenti. Angelo Coan, al seguito del cardinale Samorè, lavorò per Villa Nazareth, per il Carmelo di Vetralla (Vt, dove poi fu sepolto Samorè) e per tante altre iniziative. Proprio a Villa Nazareth venne festeggiato per il 25° di sacerdozio dal corpo insegnante e dagli allievi del Pontificio Istituto di Musica Sacra, che eseguirono una sua Messa (Messa per la chiesina campagnola, Roma, 1955).
Sempre di quel periodo è la composizione Canto di schiavitù, per baritono, coro e orchestra (cicl. in proprio).

Coan rimarrà  per sempre legato a questi luoghi, tanto che in data 5 febbraio 1983, nel Liber Chronicon della parrocchia di S. Vito, scrisse:

Nella Chiesa del Carmelo di Vetralla (Viterbo) funerali e tumulazione della salma del card. Samorè. Ci sono molti cardinali, vescovi, sacerdoti e una marea di fedeli. Io provvidi a suo tempo, per desiderio del defunto cardinale, a preparare la tomba in mezzo alla chiesetta delle suore. L'aveva costruita per sé il cardinale Domenico Tardini, ma al momento della tumulazione risultò piccola e creò diversi problemi. Il Cardinale Samorè volle provvedere al suo ampliamento e me ne dette l'incarico. Così furono fatti adeguati lavori, sulla tomba fu collocato un bel Cristo ascendente al Cielo opera dello scultore Peikof e fu creato lo spazio anche per un'altra bara, che è poi quello occupato dalla salma del card. Samorè. Le iscrizioni sulla lapide sono dello stesso cardinale.

Per l'ordine carmelitano curò vari libri rituali:
Ordo sacri tridui ad usum Ordinis Fratrum B. V. M: de Monte Carmelo..., Parisiis, 1956;
Chorale Ordinis Fratrum B.M.V. de Monte Carmeli ..., 1. Officium Completorii, 2. Antiphonale Missarum, Parisiis-Romae, 1957-1961.

Del 1966 è Angelus. Contemplazione per voci femminili e due pianoforti (inedito).
Si dedicò anche alla composizione di Messe: Missa Solus Deus, Missa Stellarum Duodecima (1969), Messa Dio Solo (1970), Messa Suor Agostina (1972) sono le più importanti.

Nel 1967 ritornò in Italia settentrionale e fu a San Felice del Benaco, dove ideò e costruì il complesso adiacente al Santuario del Carmine, coadiuvato dal Comm. Giuseppe De Rossi e dal geom. Ottaviano Maestri (1970-76). Alla benedizione della prima pietra sarà  presente il cardinale Samorà.



Uomo molto aperto, di grandi interessi culturali, padre Angelo tenne contatti con personalità  non solo del mondo della musica (Rolando Panerai, Aldo Danieli, ...) ma anche dell'arte (Ernesto Treccani, Giacomo Manzù, ...), dell'industria (Felice Prandelli, ...) e della politica. Di rilievo è l'amicizia con il pittore ceco Ladislav Dydek (n. a Brno il 27 maggio 1919) dal quale Coan ricevette negli ultimi anni della sua vita una collezione pittorica importante (oggi a S. Felice del Benaco).

Angelo Coan è il primo a pubblicare, per le Edizioni OTOS di Firenze (1980), l'edizione integrale della Petite messe Solennelle di G. Rossini, presentando anche le parti per i due pianoforti e l'harmonium (l'edizione Ricordi presentava solo un piano e un harmonium). Pertanto l'edizione di Coan è la prima ad essere basata sull'autografo rossiniano.


Coan dirige la Petite Messe Solennelle a Salò


Lo stesso Coan, che in quegli anni aveva assunto la direzione della corale "Marco Enrico Bossi" del Duomo di Salò, la eseguì in veste di direttore il 19.7.1980 a Salò.
Pochi mesi dopo, l'opera rossiniana, nella revisione di Coan, fu eseguita il 30 ottobre 1980 al Teatro La Fenice di Venezia (con il quale Coan nutriva stretti contatti) sotto la direzione del M° Aldo Danieli. All'interno del libretto di sala un interessante saggio di Angelo Coan sui rapporti tra Rossini e il Vaticano (carteggio con papa Pio IX) in occasione della composizione della Messa. Commenta Angelo Coan:

Rossini quando scrive questa Messa ha definitivamente interrotto il contatto con il teatro, non solo per la prolungata inattività  creativa teatrale, ma per un distacco ideologico, che gli rende possibile quella rinuncia al gioco di piani prospettici propri del palcoscenico, che gli consente di ravvicinare, accostare colori purissimi che non turbano il discorso polifonico, anzi lo esaltano, lo chiarificano con la limpidezza del suono del pianoforte. Perciò la sua riluttanza ad orchestrare la Messa, per non offuscarne uno dei più grandi pregi. Che è squisitamente liturgico. La "Petite Messe" è una proposta nuova, altamente religiosa e nel filone della musica liturgica, anche se audace e innovativa come si conviene ad un genio.





Sempre per l'Edizioni Otos pubblicò nel 1980 l'edizione critica dell'Euridice di Giulio Caccini, presentando una propria realizzazione del basso continuo.
Nello stesso anno pubblicò una composizione su due poesie di Palazzeschi: Due poesie di Aldo Palazzeschi per canto e pianoforte : La vecchia e il sonno ; Rio Bo, Firenze, OTOS, 1980.
Tra le revisioni, sono da ricordare Jephte di Carissimi (1976), Juditha Triumphans di A. Vivaldi, sempre per la OTOS & altri (1978), La Pietra del paragone di G. Rossini e infine Il Giocatore di G. M. Orlandini.

Il 14 novembre 1982 Angelo Coan celebrò per la prima volta nella Chiesa di S. Francesco di Paola, incaricato dall'Arcivescovo Silvano Piovanelli, dato che il parroco don Enzo Ugolini aveva lasciato l'incarico perchè gravemente malato (da questo momento in poi è possibile seguire la sua vita attraverso il Liber chronicum della parrocchia, da lui redatto).
Mentre Coan vive a S. Francesco, don Enzo vive presso la chiesa di San Vito. Un aggravamento però della salute costrinse don Enzo a ritirarsi presso il convitto ecclesiastico nel luglio del 1984. Morirà  il 14 giugno 1988.
Padre Angelo continuò il suo ministero nella parrocchia di S. Vito, dedicandosi alla pastorale, ad attività  culturali e sportive e a frenare il degrado che negli anni Ottanta diventava sempre più visibile sulla collina di Bellosguardo, per la presenza di bande che oltraggiavano la chiesa e i posti circostanti.





A partire dal 4 novembre 1984, in occasione del IV centenario della morte, istituì la Festa di San Carlo nella via omonima, ripristinando insieme alla famiglie del posto, il tempietto dedicato al Santo, ancor oggi visibile. Una festa che si ripeterà  sempre nei successivi anni del suo ministero.
La Chiesa di San Vito venne restaurata parzialmente e venne posta a difesa dell'ingresso una cancellata per impedire il degrado causato dalle presenze disturbatrici e dal fenomeno del graffitismo. Infine Coan fondò il Consiglio Pastorale parrocchiale e organizzò i fedeli nei gruppi sinodali voluti dal grande Sinodo del Cardinale Piovanelli, indetto il 21 maggio 1988. Fu un periodo non privo di difficoltà  di salute, tanto che si dovette ricoverare prima alla clinica oculistica, poi alla clinica ortopedica del CTO di Firenze.
Dopo il '92 venne restaurato il tabernacolo del Granduca Leopoldo su via di Bellosguardo, con il contributo sostanziale di Angelo Coan (3 milioni di lire). Nel 1992 l'Arcivescovo Piovanelli nominò parroco della Chiesa di San Francesco di Paola don F. S. Bazzoffi: padre Angelo si ritirò nella Chiesa di San Vito (dove precedentemente era stato don Enzo) e là celebrò la Santa Messa ogni domenica, animato dal sogno di fondare un centro culturale sulla collina (così come aveva fatto a S. Felice del Benaco) e dall'amicizia di artisti e musicisti, che spesso gli si facevano vicini. Nel 1993 venne incardinato nella diocesi di Firenze.
Nel saluto ai parrocchiani (8 settembre 1992) Coan scrisse:

Io mi ritirerò a San Vito, dove con l'aiuto di Dio e vostro e sotto la guida illuminata del nuovo parroco, desidererei portare a termine il tanto vagheggiato progetto di risanamento degli stabili. Nel lasciare la Parrocchia dopo dieci anni, non posso restare indifferente. Mi ci ero affezionato, perché voi siete buoni e non mi avete mai procurato dispiaceri. Se qualche cosa di buono ho potuto fare, ringraziatene il Signore; se avessi mancato in qualunque cosa.. è successo involontariamente e ve ne chiedo sinceramente perdono.
Saluto tutti con tanto affetto e con tanta gratitudine e mi auguro che rimarremo sempre amici.
Vostro affezionatissimo
p. Angelo Coan




P. Angelo fu ricoverato in ospedale nel novembre del 1997 e da lì, per essere meglio seguito dai parenti, fu trasferito a Brescia, dove morì il 31 gennaio 1998.
E' sepolto nel cimitero di Portese (Bs), mentre al Santuario di S. Felice del Benaco, il luogo amato che da lui ricevette impulso, ha lasciato in eredità  la vasta raccolta di sculture e quadri (la collezione opera del ceco Ladislav Dydek), i suoi pianoforti e la sua biblioteca.
Ad Angelo Coan ha dedicato un breve volume Antonio Augusto Canal, Angelo Ferruccio Coan, Carmelitano, Ed. PP. Carmelitani, Vittorio Veneto, 1999, pp. 32, dove è contenuto il catalogo delle sue opere (pp. 29-30)
(giovanni alpigiano)




Padre Angelo Coan con una coppia di amici nel 1993
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